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Giotto e la geometria

Giotto e la geometria

Dall’8 gennaio al 15 febbraio il Museo Casa di Giotto accoglierà un progetto espositivo di rilettura contemporanea denominato “Giotto e la Geometria”, curato dal critico d’arte Silvia Arfelli. Il progetto prevede la realizzazione di tre mostre personali degli artisti Giulio Fantone (Cuneo), Mariangela Redolfini (Torino) e Mario Cianciotti (Santeramo in Colle, Bari), in ognuna di queste si sottolinea l’importanza delle regole matematico-geometriche.

Fin dal suo esordio artistico, nella Chiesa Superiore della Basilica di San Francesco ad Assisi tra il 1292 e il 1296, il giovane Giotto dimostra l’attenzione a regole prospettiche ancora embrionali e a costruzioni geometrico-architettoniche: ognuno dei 28 affreschi è incorniciato da due colonne tortili dipinte che sorreggono un architrave di coronamento, con mensole affrescate in prospettiva. Sotto il registro figurato è dipinto un drappo che imita un ricco tessuto ornato da motivi geometrici. Grazie a questo artificio Giotto riesce a dilatare illusoriamente lo spazio delle pareti e a far apparire le scene che vi dipinge come viste attraverso un porticato aperto verso l’esterno. Una capacità di propendere verso la costruzione dell’ambiente e di uscire dagli sfondi oro dei bizantini, che si raffinerà maggiormente nel tempo, diventando una delle caratteristiche persuasive della sua pittura. Proprio questa peculiarità è oggi al centro del progetto espositivo di rilettura contemporanea proposto dalla Casa di Giotto cui l’importanza delle regole matematico-geometriche appare esponenziale.

Il Museo Casa di Giotto, a Vicchio del Mugello, è il teatro ideale nel quale si svolgeranno le tre esposizioni, a partire da quella di Giulio Fantone l’8 Gennaio, che impatta proprio con l’anniversario della morte di Giotto, avvenuta l’8 gennaio 1337; tra i massimi esponenti della pittura mediale, nata in Italia negli anni Novanta e teorizzata dal critico Gabriele Perretta, Giulio Fantone si avvale di una tecnica che strizza l’occhio al fumetto e ai manga giapponesi, dipingendo figure di oggetti, di giocattoli, animali che rappresentano una propria simbologia, dipingendo su elementi modulari quadrati o rettangolari che potrebbero ripetersi all’infinito nella realizzazione di opere sempre diverse e mai ripetitive. La sua mostra sarà visibile fino al 18 Gennaio.

Mariangela Redolfini esporrà dal 22 Gennaio al 2 Febbraio le sue tele a stesura piatta di colori vivaci e brillanti, caratterizzate da spazi urbanizzati e monumenti architettonici, in cui è evidente il contrasto tra la realizzazione astratta dell’opera e la narrazione di elementi figurativi; sono opere che immaginano un mondo possibile, tra plasticismi e linee di fuga, sottolineando un rapporto onirico fra colore e segno, narrando frammenti del mondo moderno, tagli arditi ripresi come attraverso un grandangolo, restituendo dettagli architettonici che, nella loro unità e nel loro equilibrio, sottolineano i molteplici (nonché discutibili) aspetti dell’abitare e del vivere contemporaneo.

Dal 5 al 15 Febbraio si svolgerà la mostra personale di Mario Cianciotti, la cui ricerca estetica avviata già da alcuni decenni, gli consente, con un suo stile estremamente personale e con colori a contrasto, di realizzare opere relative ai suoi due principali cicli pittorici: uno relativo alla rappresentazione simbolica della natura, in cui l’artista si esprime con i colori caldi e squillanti della sua terra del sud, l’altro più astratto-geometrico, che interpreta quella forza ed energia cosmica che attraversa l’universo, impregnandone ogni cosa, e trasformando quindi in forma visiva quella forza e purezza che erano già all’origine delle suggestioni e convinzioni delle antiche civiltà.

L’evento “Giotto e la geometria – Un progetto espositivo di rilettura contemporanea” è organizzato da “La Maya Desnuda” di Forlì e patrocinato dal Comune di Vicchio del Mugello, in collaborazione con l’Associazione “Dalle terre di Giotto e dell’Angelico”. Info: 055844782; 3342604929

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